Canti VIII-XVIICerchio VI, VIIIn costruzione

Le mura di Dite

Una città che non si apre, e un bosco che sanguina.

Le mura di ferro, le Furie sulla torre, e il nome che chiamano di sopra. Oltre, le arche roventi degli eretici, il fiume di sangue, la selva dei suicidi, il sabbione. Qui comincia il basso Inferno, e comincia quella che il poema chiama malizia.

Il capitolo comincia arrivando e non comparendo: l’ultimo braccio di Stige, la stessa barca e lo stesso nocchiero, e le torri rosse che crescono davanti. Nel poema quello sbarco è ancora il canto VIII, mentre il nome nel menu conta questo capitolo dal nono. Poi il muro, e non è di pietra: «Le mura mi parean che ferro fosse» (Inf. VIII 78), e la porta te la chiudono in faccia.

Sono quattro posti che si attraversano in quattro modi che non si somigliano: una città costruita, un campo di arche scoperchiate, un bosco senza punti di riferimento in cui ci si orienta a orecchio, e una distesa aperta in cui si sta allo scoperto. A tenerli insieme non c’è un anello ma il Flegetonte, e la sola ferita verticale è la ruina del Minotauro, che resta aperta anche in salita.

I numeri

CosaQuantoQuando
CantiIX-XVII
CerchiDue, il VI e il VII
Tappe da cui si entraDieci, dal passo 0 al passo 9scegliendo il capitolo dal menu
Con che arma si entraL’arco incordato e il Miserere, con dodici granientrando dal menu

In questo capitolo

Luoghi · Figure · Oggetti

Cosa apre
Malebolge

Progettato, e potrebbe non arrivare mai nel gioco finito.

Stato al 19 settembre 2026.