Canti IV-VIIICerchio I, II, III, IV, VIn costruzione

L’incontinenza

Cinque cerchi, e ogni chiave sta in quello sbagliato.

Prima il Limbo, che non è pena di nessuno ma l’anticamera di tutti, e poi i quattro cerchi in cui la colpa è appetito: la bufera dei lussuriosi, il fango e Cerbero, i pesi rotolati degli avari, lo Stige. Sono una scena sola perché li si risale a piedi, e ciò che apre una serratura quaggiù sta sempre in un cerchio che credevi finito.

Si comincia svenuti: «E caddi come l’uom cui sonno piglia» (Inf. III 136). Ci si desta sulla ripa senza niente in mano, e fino a metà capitolo l’unica cosa che hai è la lanterna; l’arco e il Miserere si ripescano più avanti.

Ogni cerchio chiede un verbo diverso, e la bufera dei lussuriosi non è tempo atmosferico ma la serratura del cerchio: «La bufera infernal, che mai non resta» (Inf. V 31). Il taglio del capitolo non è nostro, è del poema: al canto XI Virgilio mette l’incontinenza da una parte e quello che sta sotto lo Stige dall’altra, e sotto lo Stige c’è la città di Dite.

I numeri

CosaQuantoQuando
CantiIV-VIII
CerchiCinque, dal I al V
Tappe da cui si entraNove, dal passo 1 al passo 9scegliendo il capitolo dal menu
Con che arma si entraNessuna: si arriva svenutil’arco e il Miserere si ripescano a metà capitolo

In questo capitolo

Luoghi · Figure · Oggetti

Progettato, e potrebbe non arrivare mai nel gioco finito.

Stato al 19 settembre 2026.