Capitolo 3 · L’incontinenzacerchioCerchio IIIn costruzione
La bufera
Una banda stretta fra la parete e lo strapiombo, e dentro un vento che gira lungo l’anello.
Quello che il vento ha macinato in mille anni e ha lasciato cadere nell’unico punto in cui perde la presa, cioè sotto la parete. Dice dov’è la calma, e la calma qui è l’unica strada.
La bufera infernal, che mai non resta,mena li spirti con la sua rapina;
Rivelacome si attraversa il cerchio secondo.
Nel poema è il cerchio dei lussuriosi, dove «la bufera infernal, che mai non resta, / mena li spirti con la sua rapina» (Inf. V 31-32); nel gioco è una cornice di otto metri e ottanta con la roccia da un lato e il vuoto dall’altro, e il vento spinge verso il ciglio, spegne la lanterna e porta via la traccia di un corpo vivo.
I venti sono due e si annullano lungo una riga sola, la cucitura: lì la cenere smette di volare e cade dritta, e si sposta di continuo lungo il giro, quindi la strada non sta mai due volte nello stesso posto. Dirimpetto, a mezzo giro esatto, i due si scontrano e non hanno dove andare se non in su.
Il ciglio è uno strapiombo vero e la caduta si paga. Niente qui chiede un’arma: si cammina, si guarda, ci si ripara. I due che vanno insieme sono Paolo e Francesca, gli unici di tutto l’Inferno che non stiano soli, e questa è la loro pena e non la loro consolazione.
I numeri
| Cosa | Quanto |
|---|---|
| Larghezza della banda | 8,8 metri |
| Corpi che passano nella bufera | 34 |
| Le due bocche che lasciano la terrazza | 150 e 340 gradi |
Rimandi
- Cosa apre
- La piova etterna
- Vedi anche
- L’incontinenza, Il Limbo, La piova etterna, Francesca, Il fiuto, La lanterna e l’olio
- Chi ne parla
- Francesca, Le facce dei valichi, Minosse, Il dannato sciolto, La piova etterna, Il Limbo