Capitolo 3 · L’incontinenzainseguitoreCerchio II, III, IVIn costruzione

Il dannato sciolto

Un dannato che ha sentito un vivo e ha smesso, per un poco, di scontare.

Il corpo che il gioco dà ai dannati, che gira su sé stesso: sedici vedute rese dal gioco stesso.
Non è il ritratto di questo. Il gioco dà quasi a ogni dannato lo stesso corpo, ed è questo: a distinguerli è dove stanno e cosa fanno.
Rivelacome ci si leva di dosso chi ti segue per tre cerchi.

Non viene dal poema come figura, viene da una cosa che nel poema succede di continuo: Dante è riconosciuto come vivo da Caronte, da Ciacco, da Filippo Argenti, e dalle anime che si accorgono che i suoi piedi muovono le pietre. Quaggiù un corpo vivo è l’unica cosa che non ci dovrebbe essere, ed è esattamente quello che il gioco misura da sempre, cioè la traccia. Uno sciolto è un dannato che l’ha sentita.

È nato da una mancanza misurata. Il capitolo terzo aveva tre scontri grossi, qualche pericolo d’ambiente e nient’altro, e fra l’uno e l’altro non succedeva niente; chi giocava lo ha chiesto in una parola sola. Va più piano di chi cammina e più forte di un errante dell’antinferno: da solo non ti prende mai, in tre e in un corridoio ti costringe a scegliere da che parte passare.

Non si uccide e non ha un congegno suo, perché lo riprende la sua stessa pena: l’arena è l’arma. Nella bufera basta che esca dalla riga di calma e il vento se lo porta via; nella ghiera lo travolge il convoglio dei pesi. Si conduce, e siccome ti segue per la traccia, condurlo vuol dire camminare. Chi non ha voglia di condurre ha comunque le armi di sempre, perché uno sciolto vive sullo stesso oggetto di un dannato qualunque.

I numeri

CosaQuantoQuando
Quanto cammina2,35 m/schi gioca cammina a 3,2 m/s
Quanto può allontanarsi da dove sconta46 m
Quanto ci mette la pena a riprenderselo28 s
Quanti ne semina un cerchio5 nella bufera, 5 nel canale, 4 nella ghiera

Progettato, e potrebbe non arrivare mai nel gioco finito.

Stato al 19 settembre 2026.