Capitolo 4 · Le mura di Ditenon ostileCerchio VIIn costruzione

Il messo celeste

Quello che attraversa la palude a piede asciutto e apre la porta senza parlare a nessuno.

Il messo celeste, che gira su sé stesso: sedici vedute rese dal gioco stesso.
Reso da quello che il gioco mette a schermo. Passaci sopra per girarlo.
Rivelacome si apre la porta di Dite, e che cosa resta a terra dopo.

«Venne a la porta, e con una verghetta / l’aperse, che non v’ebbe alcun ritegno» (Inf. IX 89-90). Non parla a Dante e non lo guarda: rimprovera loro e riparte, ed è l’unico punto del poema in cui il viaggio va avanti senza che i due ci mettano niente. Il gioco lo dice nel solo modo che ha, cioè lasciando a chi gioca soltanto da guardare.

Arriva dallo sbarco scostandosi l’aria grassa dal viso con la sinistra, con le ali di piume sempre aperte come in Doré, e fa luce di suo: è la cosa più chiara di tutto il capitolo, e si vede prima che si capisca che cos’è. Qui aveva un braciere piantato nel petto, e chi ha giocato l’ha letto per quello che era, un oggetto strano e inspiegabile; un messo celeste non porta una torcia, è lui che fa luce.

La verghetta non se la riporta indietro: si posa a terra sul filo della porta, alzata e con un lume addosso, perché su una cengia nera una chiave che non si vede non è un enigma.

I numeri

CosaQuanto
Quanto ci mette ad arrivare alla porta7 s
Quanto resta fermo davanti alla porta2,2 s
Quanto ci mette ad andarsene6 s
Quanto è lunga un’ala1,15 m

Progettato, e potrebbe non arrivare mai nel gioco finito.

Stato al 19 settembre 2026.