Capitolo 4 · Le mura di DitegironeCerchio VIIIn costruzione
Il Flegetonte
Il fiume di sangue bollente che tiene i violenti contro il prossimo.
«La riviera del sangue in la qual bolle / qual che per violenza in altrui noccia» (XII, 47-48). Ognuno ci sta dentro fino a dove la sua colpa lo tiene, e chi si alza più del dovuto viene saettato dalla riva.
Rivelache cosa si trova sotto Dite, e che cosa fanno i centauri.
Nel poema è il primo girone dei violenti, la riviera in cui i tiranni stanno immersi fino alle ciglia e gli omicidi fino alla gola; nel gioco è la prima volta in tutta la discesa che il pericolo arriva da lontano, perché lungo la riva corrono i centauri, armati di saette, e tirano da trenta metri.
Il verbo del girone non è combattere, è abbassarsi. Un centauro corre il doppio di te e non si raggiunge, quindi la riva scoperta si paga subito e il fiume si paga piano: il sangue non fa male a tempo ma a calore, che sale restando dentro e scende appena si esce. Ci si tuffa, non ci si sta.
Il fiume è anche la cucitura del capitolo, perché dove passa lui si cammina sicuri, e lo dice il testo. Ognuno ci sta dentro fino a dove la sua colpa lo tiene, e chi si alza più del dovuto viene saettato dalla riva. Di là si va per il guado, e chi ti porta vuole prima sapere chi sei e quali nomi ti porti scritti addosso.
I numeri
| Cosa | Quanto |
|---|---|
| Centauri | 3, due che corrono la riva e uno fermo al guado |