Capitolo 2 · La porta e l’antinfernovalleGiocabile
L’antinferno
Una valle scavata nella roccia, chiusa da pareti su ogni lato, dove la strada è un giro e non una linea.
La porta di qua non ha niente scritto: le parole guardano fuori. È «sanza serrame» (Inf. VIII, 126), cioè non si chiude, e nemmeno si riapre da questa parte. Da adesso l’unica strada è in giù.
e dietro le venìa sì lunga trattadi gente, ch’i’ non averei credutoche morte tanta n’avesse disfatta.
Nel canto terzo, fra la porta e il fiume, ci sono tre cose e in quest’ordine: le voci nel buio subito dopo la soglia, la schiera che insegue l’insegna, e la folla che aspetta sul lido. La valle le tiene tutte e tre, e ci aggiunge il rivo di levante, che pure è nel testo: «e ’l sangue e le lagrime ... da fastidiosi vermi era ricolto» (Inf. III 68-69).
Il pavimento esiste solo dove si cammina, e ogni suo bordo alza una parete di diciassette metri: la valle si chiude da sé invece di essere recintata. In mezzo c’è una conca da cui si va da tutte le parti, a ponente un anello e a levante un solco, e fra la conca e il lido una strozzatura.
Quello che qui si sconta non è granché, ed è il punto: hanno corso dietro a un’insegna da vivi e le corrono dietro adesso. La coda di quella fila si è fermata e tappa la stretta. Non si scansa, perché non le importa di te.
I numeri
| Cosa | Quanto |
|---|---|
| Altezza delle pareti di roccia | 17 metri |
| Raggio del giro dell’insegna | 17 metri |
Rimandi
- Cosa apre
- L’Acheronte