Capitolo 2 · La porta e l’antinfernodannatoGiocabile
Quello del gran rifiuto
L’ombra che Dante riconosce e non nomina, seduta fuori dal giro dell’insegna.

L’ombra di colui «che fece per viltade il gran rifiuto» (III, 60). Dante lo riconosce e non lo nomina, e da settecento anni si discute chi sia: quasi tutti dicono Celestino V, il papa che abdicò.
Qui il nome non c’è perché è lui a negarlo, ed è la sua pena: sta col «cattivo coro de li angeli» che non furono né ribelli né fedeli a Dio, «ma per sé fuoro» (III, 37-39). Il cielo li caccia per non essere meno bello, e l’inferno non li prende per non averne vanto.
È l’unica anima del gioco che, se glielo prometti, ti dice di no.
vidi e conobbi l’ombra di coluiche fece per viltade il gran rifiuto
Rivelache cosa risponde se gli prometti di portare fuori il suo nome.
«vidi e conobbi l’ombra di colui / che fece per viltade il gran rifiuto» (Inf. III 59-60): Dante lo riconosce e non lo nomina, e da settecento anni si discute chi sia. Nel gioco sta seduto, appena sotto il giro dell’insegna, dove il cerchio dei corridori si vede passare. È seduto e non in piedi apposta: gli ignavi corrono tutti dietro all’insegna, e lui è l’unico fermo, perché chi non ha scelto nemmeno di seguire è il fondo del fondo di questo canto.
Il libro dei nomi è la moneta del gioco, e lui ne è il rovescio esatto. Chi in vita rifiutò di scegliere, qui rifiuta l’unica cosa che gli resterebbe: offrirgli di portare fuori il suo nome è la cosa più preziosa che il giocatore abbia da offrire, e si sente dire di no. È l’unica volta in tutto il gioco in cui una promessa mantenuta non riempie una riga, e la pagina resta con un posto che non si riempirà mai.
Sta in uno dei due tratti vuoti che la misura della strada obbligata aveva trovato in questo capitolo, e un vuoto si riempie con quello che quel posto vuole dire, non con quello che avanza.
Rimandi
- Dove sta
- L’antinferno