Capitolo 1 · La selva oscurasogliaGiocabile
La cava e la porta
Una cava abbandonata a gradoni, e in fondo il vano scavato nella roccia viva.
La porta dell’Inferno, che non si chiude: «questa porta ... è sanza serrame» (Inf. VIII, 125-126). Le parole sull’architrave sono le sue, incise «di colore oscuro» (Inf. III, 10).
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.
La porta è quella del canto terzo, iscrizione compresa; la cava attorno è del gioco, e il gioco lo dichiara: il poema non dice cosa ci sia intorno alla porta, dice solo che ci si arriva. Un telaio di pietra piantato in mezzo al bosco sarebbe una porta senza muro; qui il muro è una montagna aperta a banchi, con le tracce verticali dei cunei, lo sfrido ai piedi e i blocchi lasciati a metà.
È scavata e non costruita, perché l’iscrizione dice chi l’ha fatta e non sono muratori. Delle nove righe ne restano incise due, la prima e l’ultima, senza accenti, come si incideva; e non ci sono battenti, perché «questa porta ... è sanza serrame» (Inf. VIII 125-126).
La stessa cava sta dietro il menu principale, come luogo e non come fondale: stessa pietra, stesso fuoco, stesso buio del gioco, e a schermo un verso solo, l’ultimo. Di dentro la porta non ha parole: si vede il rovescio della stessa cava.
I numeri
| Cosa | Quanto | Quando |
|---|---|---|
| Larghezza del vano | 3,10 metri | |
| Altezza del vano | 3,20 metri | |
| Profondità dell’andito dietro la soglia | 2,40 metri | |
| Larghezza del fronte della cava | 18 metri | nel menu |
Rimandi
- Dove sta
- La selva oscura
- Cosa apre
- L’antinferno
- Chi ne parla
- La porta e l’antinferno, Virgilio, Il colle, La selva oscura, L’antinferno