Capitolo 1 · La selva oscuravoceGiocabile

La voce dei dannati

I dannati non hanno un doppiaggio, hanno una gola, e ognuno la sua.

chi per lungo silenzio parea fioco

Inf. I 63

Nel poema ogni anima che ferma Dante parla, e il verso dice anche come: Farinata si erge col petto e con la fronte, Cavalcante lo dice piangendo, Ciacco risponde da sotto la pioggia, Pier della Vigna esce da un ramo spezzato insieme al sangue. Nel gioco quei tratti sono i numeri di una gola. Non è doppiaggio e non è sintesi vocale: è un impulso di glottide dentro tre formanti, che è il modo in cui si fabbrica una vocale. Le sillabe si susseguono e non dicono niente, ma il timbro, l’altezza, il tremore e il modo di chiudere le frasi sono quelli di una persona, e il testo a schermo si scopre al passo con cui quello parla. La ragione è anche di figura: una voce registrata sopra un’immagine disegnata a un terzo sarebbe l’unica cosa ad alta definizione del gioco. Vale dalla selva in giù, dove l’unica anima che ti ferma è Duccio.

Undici gole sono scritte a mano, e i tratti stanno nei versi. Caronte sta a sessantotto hertz, la più grave di tutte, lenta e bagnata perché parla dall’acqua; Farinata a ottantotto, pulita e senza tremore; Niccolò III a novantasei, molto chiusa, perché parla a testa in giù dentro una buca; Virgilio a centodue, roco ma fermo, «chi per lungo silenzio parea fioco», ed è la più calma del gioco perché vicino a lui la paura si queta; Francesca a centonovantasei, alta e soffiata, l’unica che parla d’amore. Chi non è in tabella riceve una gola ricavata dal proprio nome: due anime diverse non hanno mai la stessa voce, e la stessa anima ce l’ha uguale a ogni partita. La chiave è quella con cui il canto mette in scena l’anima, non come si chiama.

Della riga esce soltanto quello che sta fra virgolette: molte righe del gioco mescolano il parlato e il racconto, e il racconto resta muto perché non lo dice nessuno. Una riga non dura più di sette secondi per lunga che sia, e a correre non è il passo della gola, che resta quello di quell’anima: sono le sillabe, che coprono più testo, e i respiri fra una frase e l’altra, che si accorciano nella stessa misura. La voce esce dal corpo e non dalla testa di chi ascolta, che è il solo modo di capire da dove viene quando qualcuno cammina davanti nel buio. E un’anima a cui non hai ancora risposto ti chiama da sola entro quindici metri, ogni dieci secondi circa, e dice soltanto il primo pezzo di quello che ha da dirti: serve a trovarle, perché prima un dannato fermo in una valle nera si incontrava solo camminandoci addosso.

I numeri

CosaQuantoQuando
Gole scritte a mano11le altre si ricavano dal nome dell’anima
La più grave68 hertzCaronte, che parla dall’acqua
La più acuta196 hertzFrancesca
La gola di Virgilio102 hertzla più calma del gioco
Sillabe diverse in bocca a un’anima10
Caratteri per sillaba3,1
Una riga non dura più di7 secondiper lunga che sia
Fin dove si sente una voce24 metri
Un’anima senza risposta chiamaentro 15 metriogni 9,5 secondi, più fino a 3 di caso
Il richiamo si fermaalla prima pausao a 46 caratteri, se la pausa arriva più in là

Stato al 22 settembre 2026.