Capitolo 2 · La porta e l’antinfernofondoGiocabile

Le voci dei luoghi

Ogni posto ha il suo suono, e quel suono sta dove sta la sua cosa.

Quivi sospiri, pianti e alti guairisonavan per l’aere sanza stelle,per ch’io al cominciar ne lagrimai.

Inf. III 22-24

L’Inferno si sente prima di vedersi: appena passata la porta «quivi sospiri, pianti e alti guai risonavan per l’aere sanza stelle», e il primo passo del secondo canto dice già di andare dove le voci sono più fitte, quindi le voci sono la bussola. Il gioco costruisce il fondo di ogni canto in tre pezzi: sorgenti ferme dove sta la cosa che suona, una coda di riverbero per stanza, e banchi d’aria dentro i luoghi. Vale dalla valle in giù.

La regola è una sola, niente coperte, e non è stata scelta a orecchio ma contata: si prendono i punti del percorso e in ognuno si conta quante sorgenti si sentono. Nella valle cinque punti su quindici erano a zero, ed erano tutta la seconda metà del capitolo, traversata compresa: si stava in piedi su una barca, al buio, in mezzo a un fiume, in silenzio. Nei cinque cerchi non risultava muto nessuno, ma dodici punti su ventitré sentivano una sorgente sola ed era sempre la stessa, i sospiri del Limbo, larghi centotrenta metri, che arrivavano fino allo Stige trentotto metri più sotto e due canti più in là. Cinque cerchi coperti dallo stesso suono sono un cerchio solo, e adesso i sospiri sono un giro di otto sorgenti strette e sfasate fra loro, perché otto copie in fase battono insieme e da lontano tornano a essere una gola.

Le code dicono all’orecchio in che posto sei prima che tu lo veda, ed è per questo che nel quarto canto sono quattro grammatiche diverse: la città è murata, la frana è un budello, il sabbione è aperto e il bosco non risuona affatto, che è la sola coda sorda del capitolo. Due formule sono nate per i capitoli di mezzo. La bufera non è il vento più forte del gioco, è l’unico col fischio: sopra il corpo c’è un passa-banda risonante il cui centro spazza fra i quattrocento e i millecinquecento hertz, cioè la banda in cui in quel canto non c’è nient’altro. E i guai non sono un lamento messo in loop, che sarebbe un metronomo: sono sette lamenti a posti irregolari dentro una clip sola, posati nella selva dei suicidi una voce ogni sei pruni, accanto al tronco e non sul tronco, perché spezzarne uno zittirebbe un pezzo di bosco e il prezzo del segno diventerebbe anche un premio.

I numeri

CosaQuantoQuando
Le voci della selva dei suicidiuna ogni 6 pruniaccanto al tronco, non sul tronco
I lamenti dentro una clip7 in 9,3 secondia posti irregolari, e le sorgenti partono sfasate
Il fischio della buferafra 400 e 1500 hertzil centro spazza con la raffica
Le voci della bufera8sfasate, sul giro del cerchio secondo
I sospiri del Limbo8 sorgenti stretteprima erano una sola, larga 130 metri
Le code del quarto capitolo11erano zero
I banchi d’aria del quarto capitolo14erano zero
Le code dell’imbuto30una per l’imbuto, quattro per terrazza, una per ruina, una per la palude
Una voce di fossato si sente fino a18 metrie ce n’è una ogni 15, così sul ciglio non restano buchi

Stato al 22 settembre 2026.