Capitolo 1 · La selva oscuracorpoGiocabile
Il passo e il fiato
Sei l’unico che respira, ed è il modo in cui ti trovano.
E come quei che con lena affannata,uscito fuor del pelago a la riva,si volge a l’acqua perigliosa e guata,
Rivelacome si passa la strettoia dell’antinferno.
Lena è la parola del canto e non un prestito da un altro gioco: sta nel primo paragone del poema, e vale il fiato di chi è appena uscito dal pelago e non ne ha più. Il polmone è uno e fa due cose opposte: la lena dice quanto puoi ancora correre, il fiato quanto puoi stare senza respirare. Stanno insieme perché si toccano, e trattenere il fiato è il modo più rapido di riprendere lena. Nasce nella selva e vale da lì in giù.
Camminare fa tre metri e due al secondo, correre cinque e quattro e raddoppia la traccia: è la prima decisione difficile del gioco. La lena piena sono nove secondi di corsa di fila, quarantotto metri, e tornano camminando, più in fretta stando fermi, il doppio trattenendo il fiato; finita, non si riprende a correre finché non se n’è risalito un quarto. Il fiato pieno sono sette secondi, tarati sulla stretta dell’antinferno, dove il tratto peggiore è venti metri e a passo d’uomo sono sei secondi e mezzo: si passa solo partendo pieni e senza esitare.
Le tre regole del fiato sono tre e non due, perché a toglierne una diventa un tasto da tenere premuto: trattenerlo ti toglie quasi del tutto dall’aria ma dura poco, mentre lo trattieni non puoi correre, e quando lo molli rantoli. Il rantolo vale sei, cioè tre volte una corsa, e si sente a venti metri. I ripari, un tronco cavo o il dietro di un masso, lasciano attecchire il diciotto per cento della traccia e trasformano il fiato da domanda di tempo in domanda di posto; ma chi ha delle anime addosso il riparo lo perde, ed è tutto il costo degli smarriti, che non fanno male e non tolgono niente, ti rovinano il nascondiglio. Sott’acqua il fiato smette di essere una scelta: si trattiene da soli, e quando finisce si rantola sotto il pelo.
I numeri
| Cosa | Quanto | Quando |
|---|---|---|
| Camminata | 3,2 m/s | |
| Corsa | 5,4 m/s | e la traccia raddoppia |
| Lena piena | 9 secondi di corsa | quarantotto metri |
| La lena torna | 0,30 al secondo camminando | 0,55 fermi, il doppio trattenendo il fiato |
| Si torna a poter correre | sopra un quarto di lena | |
| Fiato pieno | 7 secondi | |
| Il fiato torna | 0,58 al secondo | un’apnea piena si ripaga in dodici secondi |
| Quanto resta della traccia in apnea | 0,025 di quello che emetti | |
| Il rantolo | vale 6, dura 1,7 secondi | si sente a 20 metri |
| Dentro un riparo | resta il 18 per cento della traccia | |
| Con delle anime addosso | la copertura non scende sotto 0,85 | entro 3,4 metri da uno smarrito |
| Sott’acqua | l’aria cala di 0,25 al secondo | ventotto secondi, e non è una scelta |
Rimandi
- Vedi anche
- Il fiuto, Gli smarriti, I due cuori
- Chi ne parla
- Il cieco del passo, Le cappe di piombo, I diavoli cornuti, La piova etterna, Il fiuto, I due cuori