Capitolo 1 · La selva oscurafollaGiocabile

Gli smarriti

Le anime che nella selva non hanno trovato l’uscita e vengono dietro a te.

Il corpo che il gioco dà ai dannati, che gira su sé stesso: sedici vedute rese dal gioco stesso.
Non è il ritratto di questo. Il gioco dà quasi a ogni dannato lo stesso corpo, ed è questo: a distinguerli è dove stanno e cosa fanno.

Nel mezzo del cammin di nostra vitami ritrovai per una selva oscura,ché la diritta via era smarrita

Inf. I 1-3
Rivelache cosa fa la folla quando arrivi alla radura della porta.

Il primo aggettivo del poema è quello: la diritta via «era smarrita» (Inf. I 1-3). Dante la scampa, ma il verso ventisette dice che prima di lui qualcuno ci ha provato e non è uscito. Il poema li nomina in una riga e poi non li guarda più; il gioco si gira a guardarli, e sono l’unica cosa di questo capitolo che il poema non mette in scena.

Non vogliono fermarti: vogliono seguirti, perché sei l’unico che di qua possa uscire. È l’unico nemico del gioco che non voglia niente da te, e per questo è il più difficile da odiare. Quello che costa non è la vita: ti rovinano il nascondiglio, perché un tronco cavo con tre anime intorno non è più un tronco cavo; ti tappano il passo, perché sette corpi in una stretta larga quattro metri sono un muro; e non si seminano, perché chi ne inchioda uno ne trova un altro.

Camminano a metà del tuo passo e a un terzo della tua corsa, quindi non raggiungono mai chi si muove: sono una cosa che si accumula quando ti fermi. Alla soglia dell’Inferno si fermano da soli, perché un’anima non giudicata non entra: restano al limite della radura a guardare, ed è lì che si capisce che cosa ti stavano chiedendo.

I numeri

CosaQuantoQuando
Quanto camminano1,55 m/smetà del passo del giocatore
Ridecidono la direzione ogni0,4 s
Quanto guardano avanti1,1 mper non entrare nei tronchi
Portata del naso20 m

Stato al 19 settembre 2026.