Capitolo 1 · La selva oscurafollaGiocabile
Gli smarriti
Le anime che nella selva non hanno trovato l’uscita e vengono dietro a te.

Nel mezzo del cammin di nostra vitami ritrovai per una selva oscura,ché la diritta via era smarrita
Rivelache cosa fa la folla quando arrivi alla radura della porta.
Il primo aggettivo del poema è quello: la diritta via «era smarrita» (Inf. I 1-3). Dante la scampa, ma il verso ventisette dice che prima di lui qualcuno ci ha provato e non è uscito. Il poema li nomina in una riga e poi non li guarda più; il gioco si gira a guardarli, e sono l’unica cosa di questo capitolo che il poema non mette in scena.
Non vogliono fermarti: vogliono seguirti, perché sei l’unico che di qua possa uscire. È l’unico nemico del gioco che non voglia niente da te, e per questo è il più difficile da odiare. Quello che costa non è la vita: ti rovinano il nascondiglio, perché un tronco cavo con tre anime intorno non è più un tronco cavo; ti tappano il passo, perché sette corpi in una stretta larga quattro metri sono un muro; e non si seminano, perché chi ne inchioda uno ne trova un altro.
Camminano a metà del tuo passo e a un terzo della tua corsa, quindi non raggiungono mai chi si muove: sono una cosa che si accumula quando ti fermi. Alla soglia dell’Inferno si fermano da soli, perché un’anima non giudicata non entra: restano al limite della radura a guardare, ed è lì che si capisce che cosa ti stavano chiedendo.
I numeri
| Cosa | Quanto | Quando |
|---|---|---|
| Quanto camminano | 1,55 m/s | metà del passo del giocatore |
| Ridecidono la direzione ogni | 0,4 s | |
| Quanto guardano avanti | 1,1 m | per non entrare nei tronchi |
| Portata del naso | 20 m |
Rimandi
- Dove sta
- La selva oscura
- Vedi anche
- L’errante, Il fiuto, Niente muore
- Chi ne parla
- L’errante, La selva oscura, Il passo e il fiato