Capitolo 5 · MalebolgemunizioneCerchio VIIIIn costruzione
Chiodo di lega
Il chiodo fuso con tre carati di sporco, e qualche volta non parte.

Maestro Adamo batteva fiorini mettendoci tre carati di lega, e per questo fu arso; adesso sta nella decima bolgia, gonfio d’acqua, morto di sete e incapace di alzarsi. Il gioco non gli fa cambiare mestiere: gli si porta l’oro, lui lo rifonde, e quello che ne esce sono chiodi che pesano giusto e hanno il suono giusto.
Uno su quattro non parte. Non è sfortuna e non è un dado nascosto: il conto è esatto, ogni quattro chiodi di lega sparati la scarica se ne va in un colpo secco, e la riga che compare dice soltanto che non è partita. È l’unica munizione del gioco che possa tradire, ed è giusto che a fabbricarla sia il falsario.
C’è una seconda via, dichiarata: chi arriva senza oro gli porta i chiodi buoni, e lui gliene rende la metà scarsa. Esiste perché l’ultima porta del capitolo non si possa sbarrare da sola, non per generosità di nessuno.
I numeri
| Cosa | Quanto | Quando |
|---|---|---|
| Da un pezzo d’oro | 6 chiodi di lega | |
| Da sei chiodi veri | 3 chiodi di lega | quando l’oro è finito |
| Quanti non partono | uno ogni quattro sparati | |
| In una pila di bisaccia | fino a 24 |
Rimandi
- Di cosa è fatto
- Oro dei fori, Chiodo
- Dove sta
- La decima bolgia, i falsari
- Vedi anche
- Maestro Adamo, Ribaldo
- Chi ne parla
- Maestro Adamo, Chiodo, Oro dei fori, Ribaldo