Capitolo 1 · La selva oscuracorpoGiocabile
La paura
Vicino a una bestia che ti guarda la vista si stringe, il colore se ne va e il cuore si sente.
Allor fu la paura un poco queta,che nel lago del cor m’era duratala notte ch’i’ passai con tanta pieta.
Nel poema la paura è il tema del canto primo prima ancora delle fiere: Dante ha paura del bosco, ha paura delle bestie, e smette di averne soltanto quando trova chi lo guida. Nel gioco è un numero da zero a uno e non ha nessuna barra da nessuna parte: si vede come una vista che si stringe e scolora, si sente come un cuore che batte e come un tremito nella testa. Nasce nella selva e vale da lì in giù, in tutti i capitoli costruiti.
La regola su cui gira tutto il resto vale qui al contrario: le fiere non leggono il giocatore, è il giocatore che legge le fiere, e il suo cuore può guardare quanto vuole. Quello che si conta è la distanza dalla cosa più vicina che in questo momento incombe: si comincia a sentirla a sedici metri ed è piena sotto i quattro e mezzo. Chi incalza pesa più di chi sta fermo, e chi in questo momento non guarda nessuno non conta affatto, così una fiera china sulla preda non fa paura, ed è esattamente lì che sta il gioco del furto nella selva. Sale di poco più di mezzo punto al secondo e scende da sola di un decimo, perché la paura resta; entro nove metri da Virgilio si queta in fretta, e quel conforto finisce con lui, perché da Dite in giù non c’è più nessuno accanto che la calmi.
Chi fa paura lo dichiara da sé, con due cose sole: se adesso incombe e quanto pesa rispetto a una bestia ferma. Le tre fiere della selva, Caronte finché sei sulla riva, Cerbero finché non è sazio, il Minotauro e i centauri e una Furia e un diavolo dentro le mura, i dieci Malebranche lungo gli argini; e ognuno dice anche quando smette, accecato, sazio, zitta, rientrato, caduto nella pece. Il conto di chi c’è si rifà ogni quattro secondi e non una volta sola, perché certe bestie nascono soltanto quando il canto arriva al loro passo. Sotto a tutto questo c’è una seconda cosa, il batticuore, che non è la paura e non va confusa con lei: sale con la sola distanza da una fiera o da uno smarrito, sale anche mentre la bestia dorme della grossa, sale anche quando ti ha già perso, e non dice mai se ti ha visto. Chi la usasse per capire se è stato scoperto si ingannerebbe, ed è giusto così.
I numeri
| Cosa | Quanto | Quando |
|---|---|---|
| Si comincia a sentire | 16 metri | |
| È piena | sotto 4,5 metri | |
| Sale | 0,55 al secondo | |
| Scende da sola | 0,10 al secondo | piano: la paura resta |
| Si queta vicino a Virgilio | 0,70 al secondo | entro 9 metri, e solo dove c’è la guida |
| Il velo | il bordo si scurisce e la saturazione cala di 35 | pesa quanto la paura al quadrato |
| Il cuore si sente | sopra 0,45 di paura | |
| Il battito | da 1,15 a 0,55 secondi | e da 0,30 a 0,80 di volume |
| Il conto di chi fa paura si rifà | ogni 4 secondi | le Furie nascono sulla torre, i diavoli sulla pece |
| Quanto pesa chi incalza | 1,5 il minotauro in carica, 1,4 una Furia e un diavolo, 1,35 la lupa che scende, 1,3 Cerbero, 1,25 Caronte | |
| Il batticuore | pieno sotto 4,5 metri, niente oltre i 15 | chiede al mondo cosa c’è ogni 0,3 secondi |
| Il battito del batticuore | da 1,05 a 0,44 secondi | sopra 0,16, e mai oltre 0,26 di volume |
| Lo spavento di averla spuntata | 0,85 di colpo | quando sfili la roba da sotto il muso, e poi cala da solo |
Rimandi
- Vedi anche
- Il passo e il fiato, La lupa, Virgilio, Niente muore
- Chi ne parla
- Il bordone