Capitolo 1 · La selva oscuradiarioGiocabile

Taccuino

Il diario che tieni in mano: dove stai andando, chi porti fuori, cosa ti hanno chiesto.

Non è un riquadro disegnato sullo schermo. È un oggetto tenuto in mano, sullo stesso livello della lanterna e illuminato dalle stesse luci, e la lanterna si sposta verso di lui per fargli luce: è l’unica cosa che dica da dove venga la luce sulla pagina, e leggere costa vedere meno lontano per quei secondi. Si apre e si chiude con TAB, e le pagine si girano con la rotella, che è l’ultima cosa che verrebbe in mente di provare su un libro.

Tre pagine. Il canto dice dove stai andando, i nomi dicono chi ti stai portando dietro, le richieste sono quello che qualcuno ti ha chiesto in più; il libro dei nomi sta in mezzo, perché è la moneta di questo gioco e ci si deve finire sopra girando da una parte o dall’altra. La pagina delle richieste non esiste finché nessuno ti ha chiesto niente: una pagina si scopre quando ha qualcosa da dire, e una pagina bianca è una promessa fatta prima di poterla mantenere.

Mentre il taccuino è fuori le armi si ritirano, perché le mani sono due e una tiene il libro. La bisaccia non sta qui dentro e non ci starà mai: a schermo il taccuino occupa un ottavo della vista, e una cella della griglia ci finirebbe larga cinque pixel. Qui restano poche righe di testo, lette in piedi, senza fermare il mondo.

I numeri

CosaQuantoQuando
Pagine3il canto, i nomi, le richieste
TastoTABla rotella gira le pagine
Chi ne parla
Il libro

Stato al 19 settembre 2026.