Capitolo 5 · MalebolgearmaCerchio VIIIIn costruzione
Cero
Una fiamma chiusa in un cero: brucia, e brucia l’olio della lanterna.

Rivelacome si accende il cero e che cosa costa usarlo, nel capitolo V.
Nell’ottavo fossato ogni fiamma è un uomo, e una di quelle fiamme ha due corna. Il gioco ne prende un pezzo e te lo mette in mano: la punta grande si piega dentro il cero spento che porti addosso e ci resta, e da quel momento il fuoco lo porti tu. Nel poema quel fuoco non si tocca e non si porta via; qui sì, ed è il gesto attorno a cui gira la seconda metà del capitolo.
Il cero non ha munizioni sue: brucia l’olio della lanterna, nove secondi di luce per ogni secondo di getto. Sparare vuol dire scegliere di restare al buio, ed è la ragione dichiarata per cui questo non diventa un gioco d’azione con dentro Dante.
E non disperde nessuno, perché il fuoco quaggiù non è materia consacrata: è solo fuoco. Fa scappare gli sciami e i serpenti, e a un’anima toglie la voglia di starti addosso per un secondo e mezzo. Chi lo punta contro un diavolo sta soltanto bruciando la propria luce.
I numeri
| Cosa | Quanto | Quando |
|---|---|---|
| Portata del getto | 7,5 metri | |
| Cono del getto | 17 gradi di semiapertura | |
| Costo del getto | 9 secondi di lanterna per ogni secondo di fuoco | |
| Durata dell’inchiodamento | 1,6 secondi | su chi sta dentro il getto e non è già disperso |
Rimandi
- Di cosa è fatto
- Cero spento
- Dove sta
- L’ottava bolgia, le fiamme
- Vedi anche
- Ulisse, Lanterna, Ampolla d’olio, La lanterna e l’olio
- Chi ne parla
- I serpenti, Ulisse, Cero spento