Capitolo 5 · MalebolgedannatoCerchio VIIIIn costruzione
Niccolò III
Il papa piantato a testa in giù nel terzo fossato, con le piante dei piedi accese.

Un papa, piantato a testa in giù nel suo foro, con le piante dei piedi accese. Aspetta quello che verrà dopo di lui: quando arriverà, questo scenderà nella pietra e l’altro resterà ritto al suo posto.
Fuor de la bocca a ciascun soperchiavad’un peccator li piedi e de le gambeinfino al grosso, e l’altro dentro stava
Rivelachi è il dannato del terzo fossato, e perché parla proprio a te.
I simoniaci stanno capovolti dentro fori uguali scavati nella pietra livida, con solo le gambe di fuori e le piante accese tutt’e due. Il gioco mette ventidue poste lungo il fondo del terzo fossato e il papa è alla settima: in mezzo alle altre e uguale a loro, perché gli si deve arrivare davanti senza sapere che è lui.
Nel poema Niccolò scambia Dante per Bonifacio VIII, che aspetta da anni, e comincia a parlare prima di guardare; qui fa lo stesso, ed è l’unico dannato del capitolo che risponda a chi passa. Il gioco lascia scegliere che cosa rispondergli, e ogni risposta gli tira fuori una cosa diversa: chi dice la verità, chi si finge quell’altro e chi tira dritto non escono da quel foro con le stesse mani.
I numeri
| Cosa | Quanto |
|---|---|
| Poste sul fondo del terzo | 22 |
| Posto del papa | la settima |
Rimandi
- Dove sta
- La terza bolgia, i simoniaci
- Vedi anche
- Il libro dei nomi
- Chi ne parla
- Cero spento, Oro dei fori, La terza bolgia, i simoniaci