Capitolo 5 · MalebolgedannatoCerchio VIIIIn costruzione
Vanni Fucci
Il ladro pistoiese che bestemmia con le mani, e i serpenti se lo prendono.

Vanni Fucci, pistoiese, che rubò gli arredi della sacrestia di San Iacopo e ne fece incolpare un altro. Dice di sé che vita bestiale gli piacque, e non umana.
«Togli, Dio, ch’a te le squadro!»
Rivelache cosa succede al settimo fossato dopo che Vanni Fucci ha parlato.
Vanni Fucci rubò gli arredi della sacrestia di San Iacopo e ne fece incolpare un altro; nel poema alza tutt’e due le mani con le fiche contro il cielo, e i serpenti gli sono addosso all’istante. Nel gioco è una scena che parte da sola: si accorge di chi passa entro ventidue metri, dice la sua, e da lì in avanti il settimo fossato non è più fermo.
Brucia, si disfa e si rifà, che è la stessa cosa che gli succede nel canto; e intanto i serpenti salgono sugli argini e cominciano a seguire la traccia di un corpo vivo fino al pozzo. È il punto in cui la seconda metà del capitolo cambia colore, e non lo annuncia nessuno.
I numeri
| Cosa | Quanto |
|---|---|
| Da quanto lontano si accorge di te | 22 m |
Rimandi
- Dove sta
- La settima bolgia, i ladri
- Vedi anche
- I serpenti
- Chi ne parla
- I serpenti, La settima bolgia, i ladri