Capitolo 5 · MalebolgedannatoCerchio VIIIIn costruzione

Vanni Fucci

Il ladro pistoiese che bestemmia con le mani, e i serpenti se lo prendono.

Il corpo che il gioco dà ai dannati, che gira su sé stesso: sedici vedute rese dal gioco stesso.
Non è il ritratto di questo. Il gioco dà quasi a ogni dannato lo stesso corpo, ed è questo: a distinguerli è dove stanno e cosa fanno.

Vanni Fucci, pistoiese, che rubò gli arredi della sacrestia di San Iacopo e ne fece incolpare un altro. Dice di sé che vita bestiale gli piacque, e non umana.

Quello che dice il gioco

«Togli, Dio, ch’a te le squadro!»

Inf. XXV 3
Rivelache cosa succede al settimo fossato dopo che Vanni Fucci ha parlato.

Vanni Fucci rubò gli arredi della sacrestia di San Iacopo e ne fece incolpare un altro; nel poema alza tutt’e due le mani con le fiche contro il cielo, e i serpenti gli sono addosso all’istante. Nel gioco è una scena che parte da sola: si accorge di chi passa entro ventidue metri, dice la sua, e da lì in avanti il settimo fossato non è più fermo.

Brucia, si disfa e si rifà, che è la stessa cosa che gli succede nel canto; e intanto i serpenti salgono sugli argini e cominciano a seguire la traccia di un corpo vivo fino al pozzo. È il punto in cui la seconda metà del capitolo cambia colore, e non lo annuncia nessuno.

I numeri

CosaQuanto
Da quanto lontano si accorge di te22 m
Vedi anche
I serpenti

Progettato, e potrebbe non arrivare mai nel gioco finito.

Stato al 19 settembre 2026.